lunedì 13 maggio 2013

Dal 17 al 19 maggio il Porto Cervo Wine Festival



Quando Karim Aga Khan la scoprì, nel 1962, non c'erano strade, né acqua corrente, né elettricità. Il principe chiese l'aiuto dei galluresi e costruì ville e interi paesi a Cala di Volpe, Pitrizza, Porto Cervo. Oggi che la Costa Smeralda ha superato il mezzo secolo di età ed è diventata una delle mete più chic d’Italia (e non solo), sorprende sapere che l'esclusiva località ha conservato intatto tutto il «natural glamour» e che, a maggio, la si può raggiungere a prezzi anti crisi. Possono bastare 100 euro per volare in Costa Smeralda da Milano o Roma. Ed è sufficiente aggiungerne 15 per degustare 250 vini di tutta Italia. Ma in un solo weekend: quello in cui si celebra il Porto Cervo Wine Festival.
250 vini, dunque, per 60 aziende vinicole in rappresentanza dei principali territori enologici sardi e nazionali e per tre giorni di degustazioni, eventi, workshop, spettacoli, cene gourmet con concerto e premi, come il riconoscimento "di stile" che il magazine Style, il mensile del Corriere della Sera, assegnerà per il secondo anno consecutivo con lo Style Magazine Award a un vino italiano selezionato tra quelli partecipanti alla kermesse (il Porto Cervo Wine Festival ha come media-partner le testate del gruppo RCS dirette da Carlo Montanaro: Style, Dove e Style Golf). Il premio? Verrà consegnato da Mauro Remondino, giornalista del Corriere della Sera e palato esperto: "Ci sarà un'attenzione particolare ai vini sardi, ma anche al binomio donne e vino, alleanza che sta prendendo sempre più piede, così come la cultura del vino in generale e tutto quello che ci ruota attorno: l'ambiente, il paesaggio, le vigne, le cantine... Non per niente questa edizione ha come slogan «Dal vino del turista al turista del vino»: prima dello spartiacque rappresentato dallo scandalo del metanolo, c'era il vino del turista. Nelle cantine situate in zone turisticamente interessanti, si aspettava l'arrivo dei turisti per proporre bottiglie di non grande qualità, viste più come souvenir da portare a casa che come esperienza legata a quel preciso territorio. Quasi trent'anni dopo, i due termini si sono rovesciati: si è affermato il turista del vino, le cantine si sono attrezzate e addirittura nascono con lo scopo di attirare con la loro qualità e il loro design un turismo di alto livello".

Organizzato da Starwood Hotels e giunto alla quinta edizione, quest'anno il Porto Cervo Wine Festival apre al pubblico coinvolgendo tutta la piazzetta e le sue boutique dell'alta moda, trasformate per l'occasione in luoghi dionisiaci. L'appuntamento è sabato 18 maggio dalle 18 alle 22 , quando i vignaioli di 60 case produttrici, i sommelier e i consumatori alzeranno i calici tra gioielli extralusso o abiti da mille e una notte, del cuore di Porto Cervo. L'evento inizierà già la sera precedente, alle 17, quando Valentina Argiolas, proprietaria di una delle più prestigiose aziende vitivinicole dell'isola, racconterà la storia dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino e le iniziative per celebrare i suoi 25 anni. Il festival si articola in tanti momenti che abbinano il vino alla moda, allo stile, alle donne, al cibo, alla musica, tra il Cervo Conference Center - sede della maggior parte degli appuntamenti - e gli alberghi 5 stelle affacciati sul mare color smeraldo, dove fare il primo tuffo.

In programma, sabato mattina, il workshop condotto da Bruno Gambacorta "Dal vino del turista al turista del vino" con giornalisti, esperti del settore, blogger; nel pomeriggio Leonardo Romanelli, enogastronomo, ideatore della trasmissione Chef per un giorno (La7), propone uno show ironico sugli adepti di Bacco insieme al sommelier Andrea Gori. Le sere invece sono dedicate a due cene gourmet: venerdì all'Hotel Pitrizza il cuoco sardo Oliver Piras , chef del ristorante La Corte del Lampone di Cortina, proporrà una cucina isolana rivisitata, mentre sabato Roberto Serra , del ristorante Su Carduleu di Abbasanta, sarà in trasferta all'hotel Cala di Volpe, seguito dal compositore Raphael Gualazzi (star di Sanremo 2012).

lunedì 25 marzo 2013

Viaggio tra i siti dell' Unesco


Solo due persone potranno prendere parte a 'The Ultimate Journey' (il viaggio definitivo), un viaggio estremamente esclusivo organizzato da un'agenzia di viaggi britannica: il giro del mondo attraverso i 962 Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco. Un viaggio che toccherà 157 Paesi e che durerà ben due anni. Ma non è tanto il tempo che è necessario avere a disposizione per partecipare, quanto il costo. Un milione di euro è la quota richiesta per poterselo permettere. E questo non è da tutti.

Le mete comprendono luoghi molto famosi, come il Grand Canyon negli Stati Uniti, il Taj Mahal in India, Petra in Giordania, i templi di Angkor Wat in Cambogia, le cascate di Iguazu tra Argentina e Brasile, le piramidi d'Egitto, il Machu Picchu in Perù e, naturalmente, tutti i siti Unesco che si trovano in Italia. Il nostro Paese, infatti, è quello che detiene il primato assoluto di Parimoni con ben 47 siti. Tra i più famosi, la Valle dei Templi di Agrigento, i Sassi di Matera, la Reggia di Caserta, Castel del Monte in Puglia, Villa d'Este a Tivoli, Pompei ed Ercolano.

Naturalmente il viaggio è all'insegna del lusso e dell'esclusività. Tra gli hotel in cui la coppia soggiornerà ci sono il George V di Parigi, il Plaza di New York, il Cipriani di Venezia e il Ritz-Carlton di Mosca. Si volerà solo ed esclusivamente in First Class sulle compagnie aeree di linea. Un quota del viaggio sarà alla fine devoluta al'Unesco.

mercoledì 27 febbraio 2013

Scappo dall'Italia. Ecco dove vivere con 350 euro



La politica insoddisfacente, il costo della vita troppo elevato, il lavoro che non c'è. Sono tanti i motivi per cui gli italiani decidono di fuggire dal nostro Paese alla ricerca dell'Eldorado.
Per trovare lavoro, per spendere meno o per non fare più nulla per il resto della vita, vivendo con i pochi spiccioli messi da parte, Opentravel ha selezionato cinque Paesi in cui si riesce a vivere con 350 euro al mese. Tanto più che si tratta di luoghi esotici che invoglierebbero chiunque a scappare.
Thailandia
Magari non si riesce a trovare una sistemazione con vista mare per 350 euro mensili, ma alloggi a prezzi davvero modici ci sono. Che ne dite di 21 euro al mese nella zona di Chiang Mai, nel Nord del Paese? Invece, se vi avvicinate alla costa i prezzi si aggirano sui 60 euro. Inoltre, mangiare costa poco: il tipico pollo con i noodle costa un euro.
Cambogia
Non è un posto molto comune dove trasferirsi, ma dovete sapere che il costo della vita è simile, se non migliore, rispetto a quello della Thailandia. Pensate che con 350 euro al mese si può vivere nella capitale Phnom Penh. Sono tanti gli stranieri che stanno andando a vivere in Cambogia, quindi i prezzi stanno salendo, ma si riesce comunque a pagare un affitto con 200 euro mensili e cenare al ristorante con 1,50 euro.
Costa Rica
Questo Paese è tra i più gettonati ultimamente. Non ci vogliono molti soldi per sopravvivere nel Costa Rica. E si può scegliere tra 12 zone climatiche diverse così da accontentare tutti. A San José il costo della vita è tra i più bassi al mondo. Se poi si decide di stare fuori città si vive come nababbi. Al ristorante si cena con meno di 4 euro.

mercoledì 13 febbraio 2013

Come diventare affittacamere e aprire B&B



Non è necessario nascerlo, affittacamere lo si può diventare, specialmente quando la crisi erode i risparmi e occorre escogitare nuovi espedienti per 'fare cassa'. E perché no, magari scoprire che aprire la propria casa agli "estranei" può arricchirci non solo economicamente.
E' quanto hanno probabilmente pensato tutti quegli italiani che hanno deciso di rinunciare alla privacy casalinga cedendo il locazione una parte di casa. Un numero crescente di persone, stando ai risultati emersi da una recente indagine di Immobiliare.it. La cifra di famiglie affittacamere è infatti aumentata del 14% in un anno, +26,5% negli ultimi 24 mesi.  Pur di assicurarsi un reddito mensile che, a seconda delle città, può variare dai 170 fino ad oltre 500 euro, tanti nostri connazionali hanno deciso di condividere la propria abitazione con estranei, pur preferendo, come spesso emerge dagli annunci pubblicati, i lavoratori con settimana corta.
La tendenza, diffusa già da tempo a livello internazionale, è alimentata dall'incremento di numerosi servizi online nati appunto per favorire forme di alloggio a prezzi contenuti, in case private che regalano la piacevole sensazione di vivere una città da 'non-turista'.

AIR BnB
Il successo di AirBnB (servizio ideato nel 2008 a San Francisco da alcuni studenti che offrivano a poco prezzo il pernottamento su un materassino gonfiabile - airbed, appunto -  e la colazione) conferma il trend in Italia: nel nostro Paese la richiesta è cresciuta di oltre il 900% e ha portato un flusso di 5,2 milioni di euro a chi ha affittato i suoi spazi, pari a una media di 8.000 euro l’anno per ogni proprietà. Da un anno la start up americana ha aperto il suo primo ufficio in Italia, a Milano, dove il sito ha registrato una crescita esponenziale unica in Europa: in tutto sono quasi 20mila gli annunci di short lets (affitti brevi).
Si paga con carta di credito e le transazioni avvengono online attraverso una delle opzioni proposte dal sito (PayPal, depositi diretti, bonifici bancari, bonifici internazionali, assegni e Western Union). La società trattiene una quota dell'importo a carico del proprietario e una a carico del viaggiatore (3% per il primo, dal 6 al 12% per il secondo in base alla durata del soggiorno). Airbnb riscuote i pagamenti degli ospiti quando il proprietario accetta la richiesta di prenotazione e trattiene il pagamento fino a 24 ore dopo il check-in dell'ospite. Naturalmente l'entrata viene tracciata e va inserita nella dichiarazione dei redditi.
COME FARE UN BED & BREAKFAST
Chi volesse trasformare il proprio appartamento in un effettivo B&B deve richiedere l’Autorizzazione di Inizio Attività (SCIA) allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del comune competente.
Alla SCIA, tramite gli strumenti cartacei o telematici, vanno allegati i documenti necessari per la completa definizione della pratica. I passi successivi riguardano l'avvio delle pratiche, gestite dalle locali A.A.P.I.T. o dagli Uffici Turistici, per la classificazione della struttura e per il monitoraggio e la comunicazione degli ospiti alle Autorità di Pubblica Sicurezza.
L'alloggio deve avere massimo 3 camere (i requisiti variano da regione a regione) debitamente arredate, per un massimo di 6 posti letto. Per rispettare il carattere saltuario dell'attività è prevista un'interruzione di almeno 90 giorni, anche non consecutivi, nel corso dell'anno.
I requisiti minimi richiesti per l'apertura di un B&B sono: 14 mq per la camera doppia, 8 mq per la singola, conformità alle norme si sicurezza degli impianti elettrici, a gas, di riscaldamento, rispetto delle norme igieniche ed edilizie.
I B&B, con l’entrata in vigore del nuovo codice del turismo, si distinguono in due tipologie: i classici B&B a carattere familiare, dove è previsto alloggio presso la propria residenza e offerta di cibi e bevande preconfezionate a colazione, e i B&B a carattere imprenditoriale (che necessitano di partita IVA). La normativa di riferimento è la Legge 29 marzo 2001, n. 135, ma in ogni regione possono essere in vigore diversi ordinamenti, che è bene consultare.

martedì 12 febbraio 2013

Carnival Freedom: la più grande crociera per nudisti



donne-nude
Si parte e la domanda è sempre la stessa. Cosa metto in valigia? La risposta, questa volta, sarà la più facile e veloce di sempre: assolutamente nulla!
La condizione è che vi siate imbarcati sulla Carnival Freedom e che siate alquanto disinibiti. E' partita infatti da Fort Lauderdale, in Florida, la più grande crociera completamente per nudisti al mondo.
I numeri sono eccezionali: 3000 partecipanti, tutti completamente nudi durante il viaggio, tra piscine, sale relax, pista di jogging e cinema multisala. La "nude boat" è un gigante da quasi 300 metri di lunghezza, con 13 ponti, nove ristoranti e 22 bar e lounge.
Un successo straordinario per l'iniziativa che ha fatto registrare il "tutto esaurito", una conferma di quanto sia in espansione il popolo degli amanti del naturismo.
Che non sia una vacanza per scambisti è confermato dal divieto di fare sesso nei luoghi comuni della nave e l'obbligo di rivestirsi quando si arriva in porto. I passeggeri - secondo l'agenzia di viaggi che ha organizzato la crociera - sono per lo più "giovani" tra i 30 ed i 50 anni con una passione smisurata per la tintarella integrale e il naturismo.
Unica eccezione la serata di gala con la cena finale con il capitano della nave, per l'occasione tutti vestiti! I prezzi sono di circa 600 euro per nove giorni di viaggio.
Se siete abbastanza coraggiosi e amate prendere il sole come mamma vi ha fatto questa è la vacanza ideale, almeno non sentirete vostra moglie passare un'ora a decidere cosa mettere.
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